Translate

Visualizzazione post con etichetta NOTIZIE. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta NOTIZIE. Mostra tutti i post

venerdì 11 agosto 2023

Ristoranti e bar: cosa fare se rifiutano il pagamento col Pos?


Dal primo luglio tutti gli esercenti hanno l'obbligo di accettare pagamenti elettronici di qualsiasi somma. Cosa fare se, per esempio, al ristorante o al bar non ci fanno pagare con la carta? Come segnalare l'inadempienza?


Era previsto per l'inizio del 2023 l'obbligo di accettare ogni tipo di pagamento col Pos, ma un decreto dello scorso aprile ha anticipato la data al 30 giugno scorso, con gli esercenti chiamati ad adeguarsi alla normativa a partire dal primo luglio.


Da poco meno di un mese chiunque rifiuti i pagamenti elettronici è sanzionabile con multe a partire da 30 euro. Sanzioni amministrative per chi rifiuterà bancomat, carte di credito o pagamenti tramite Nfc (a cui si aggiunge una maggiorazione del 4% del valore della transazione a carico degli esercenti inadempienti).


Un chiaro segnale che spinge ad adeguarsi ai pagamenti elettronici, limitando l'uso del denaro contante (e potenzialmente non tracciabile) nelle transazioni commerciali. Cosa succede, o potrebbe succedere, però se al ristorante (o al bar) ci vediamo negare la possibilità di saldare il conto in modo elettronico? Cosa fare se non ci fanno pagare con il Pos?


L'obbligo di disporre del Pos è in vigore da una decina di anni, fino a poco fa, però, mancavano le sanzioni per chiunque rifiutasse di ricevere i pagamenti elettronici. Ora che queste sanzioni ci sono, cosa fare se un esercente ci nega la possibilità di pagare con le carte? "Il Pos non funziona", "manca la linea", tra le motivazioni più diffuse per giustificare l'accettazione del solo denaro contante, scuse "motivate" nella maggior parte dei casi da costi e commissioni bancarie non proprio contenute.


Come dobbiamo comportarci quindi se, per esempio al ristorante o al bar, ci viene precluso il pagamento elettronico?  La sanzione può essere inflitta all'esercente solo su segnalazione del cliente. Come riporta il sito dell'Unione Italiana Consumatori risulterebbe piuttosto difficile provare che l'esercente ci abbia negato questa possibilità, quindi sarebbe opportuno "… raccogliere prove, fotografando cartelli esposti o filmando il rifiuto alla cassa. A quel punto potremo fare una segnalazione circostanziata (con orario e indirizzo esatto del punto vendita) alla Guardia di Finanza o anche soltanto alla Polizia locale", fa sapere l'Uic. Se il negoziante si rifiuta di ricevere il pagamento elettronico, il cliente è comunque altresì libero di rifiutare l'acquisto. In contesti come il ristorante, comunque, è bene fare a priori tutti gli accertamenti del caso.


In alternativa, ci si potrebbe rifiutare di pagare in contanti, seppure con il dovere di saldare il conto in un secondo momento magari chiedendo l'emissione della fattura per liquidare tramite bonifico bancario.


Nel corso degli anni il Governo ha abbassato la soglia minima di pagamento elettronico da 30 euro a 5. A partire dal primo luglio del 2022 questa soglia è stata abolita e gli esercenti sono obbligati ad accettare carte e bancomat anche al di sotto dei 4,99 euro di spesa. Pure il conto di un semplice caffè, in sintesi, può essere saldato utilizzando il Pos. L'obbligo, comunque, decade in caso di "oggettiva impossibilità tecnica" oppure se il bancomat o la carta di credito non rientrano nel circuito bancario a cui il negoziante aderisce.

mercoledì 2 agosto 2023

“Il ciclone Circe trasformerà l’estate in autunno”. Agosto, arrivano temporali e grandine


Nuvole, ventopioggia, qualche temporale temperature in calo. Il caldo record di luglio sembra già un ricordo. In questi primi giorni di agosto infatti è in arrivo dalla Scozia il ciclone Circe che secondo gli esperti trasformerà l’estate in autunno, portando subito tanta aria fresca atlantica e molto instabile sull'Italia. 

"In Italia – spiega Lorenzo Tedici, meteorologo del sito IlMeteo.it –  abbiamo vissuto il caldo a 48 gradi, eventi estremi a più riprese e la crisi climatica è apparsa ancora più drammatica nei suoi toni violenti, causati ovviamente dall'uomo”, afferma il meteorologo che però conferma come il mese di agosto sia caratterizzato da tutt’altri connotati. In particolare, gli esperti prevedono temperature leggermente sotto media al Nordventi tesi ed anomali per il periodo su gran parte del Centro e lo spauracchio di un probabile ritorno a condizioni quasi autunnali.

Infatti, mentre l'ultima fiammata di Caronte scalderà il Sud con locali picchi di 40 gradi, già da giovedì - spiega - arriveranno violenti temporali, associati a probabili grandinate colpi di vento al Nord. In particolare, il Ciclone Circe che scenderà rapidamente dalla Scozia verso Sud, attraverso la Francia e le regioni alpine, poterà subito tanta aria fresca atlantica e molto instabile sull'Italia: il contrasto con le masse d'aria preesistenti, prettamente estive, favorirà fenomeni intensipiogge a tratti anche abbondanti giovedì al Nord, venerdì anche al Centro e durante il weekend un calo termico significativo al Sud. Insomma, una ‘passata’ temporalesca importante, non solo localizzata ma diffusa, che potrebbe mantenere su tutta l'Italia temperature sotto la media fino a Ferragosto”. L'anticiclone africano non mancherà a nessuno - prosegue -, ma gli eventi meteo tra giovedì e sabato potrebbero risultare violenti: non escludiamo nuovamente la formazione di supercelletemporalesche, ci saranno colpi di vento, grandine, una spolverata di neve sulle Alpi oltre i 2400 metri e, entro sabato, un crollo diffuso delle temperature di 10-12 gradi”.

Intanto "domani sarà una giornata di transizione con tanto sole ovunque e con l'inganno di una situazione stabile e tranquilla per più giorni; un vero e proprio inganno perché poi improvvisamente da giovedì cambierà tutto ad iniziare dal Nord”.

Previsioni meteo

Queste le previsioni meteo dei prossimi giorni in Toscana elaborate dal consorzio Lamma: 

Martedì 1 agosto: poco nuvoloso per velature e addensamenti di tipo basso, anche temporaneamente consistenti, tra la notte e la mattinata, sulle zone settentrionali. Possibili isolate brevi pioviggini. Venti: da deboli a moderati da sud ovest con rinforzi sull'Arcipelago a nord di Capraia, costa settentrionale, crinali appenninici e sui versanti romagnoli. Mari: mossi o molto mossi, in particolare a nord di Capraia. Mercoledì 2 agosto: nuvoloso in mattinata con nubi basse anche localmente consistenti al centronord, sereno o poco nuvoloso al sud. Ampie schiarite nel pomeriggio con qualche addensamento sulle zone interne. Aumento della nuvolosità dalla tarda serata sulle zone settentrionali. Venti: moderati da sud ovest, fino rinforzi sulla costa centrale settentrionale, crinali appenninici e sottovento ad essi. Mari: mossi o molto mossi a nord di Capraia, tra poco mossi e mossi altrove.

Giovedì 3 agosto: molto nuvoloso sulle province di nord-ovest con locali precipitazioni, localmente a carattere di rovescio o temporale tra la notte e la mattina. Sereno o poco nuvoloso sul resto della regione con aumento della nuvolosità dalla tarda serata. Venti: moderati meridionali sulla costa, deboli nell'interno con rinforzi sui crinali appenninici e sottovento ad essi. Mari: in prevalenza mossi. Venerdì 4 agosto: nuvolosità irregolare a tratti intensa ed associata a rovesci temporaleschi a carattere sparso, più probabili sulle zone interne centro-meridionali. Venti: rinforzo dei venti di Libeccio, moderati nell'interno, forti a nord di Capraia, costa settentrionale e in Appennino.Mari: molto mossi a nord dell'Elba, mossi a sud.

Sabato 5 agosto: in nottata possibili precipitazioni sparse sulle zone centro-meridionali, poi sereno o poco nuvoloso. Venti: moderati da ovest, nord-ovest su Arcipelago e costa, deboli altrove con rinforzi pomeridiani. Mari: tra mossi e molto mossi. (Fonte: La Nazione)

lunedì 31 luglio 2023

Reddito di cittadinanza, 350 euro/mese subito per chi si iscrive ai corsi di formazione: il piano “esodati”


In 169 mila da agosto senza sostegno. Palazzo Chigi: «Polemiche pretestuose»

La stagione del reddito di cittadinanza si è conclusa quattro giorni fa con l’ultimo accredito sui conti di 169mila percettori “occupabili”. Le polemiche (e le proteste) invece, sono destinate a proseguire. Da agosto in poi infatti l’assegno mensile per coloro che sono considerati in grado di lavorare non sarà più erogato, con il risultato che - al netto di distorsioni dovute al lavoro nero - decine di migliaia di aspiranti lavoratori si ritroveranno senza alcuna entrata mensile. Soprattutto nelle aree dove lo strumento è più diffuso quindi, si temono manifestazioni violente.

Una minaccia concreta che, mentre nella maggioranza c’è chi prova ad accelerare sull’istituzione di una commissione d’inchiesta sui controlli effettuati dall’Inps, spinge il governo a ragionare su una modifica ai sostegni - ridotti - che sostituiranno dal prossimo mese la vecchia formulazione del reddito di cittadinanza. Il cosiddetto assegno di Supporto alla formazione e al lavoro (350 euro al mese per un massimo di 12 mesi) potrebbe non essere erogato dall’inizio della partecipazione a un corso di formazione, come previsto originariamente dalla riforma introdotta da ministero del Lavoro, ma non appena vengono esauriti tutti gli adempimenti formali. Vale a dire quando viene apposta la firma del patto personalizzato di servizio ai centri dell’impiego, l’iscrizione presso tre Agenzie per il lavoro e l’iscrizione a un corso di formazione.

Una scorciatoia per gli “esodati del reddito” su cui il governo starebbe ragionando poiché mancano ancora i decreti attuativi che dovrebbero far partire la piattaforma Siisl (Sistema Informativo per l’inclusione Sociale e lavorativa) prevista dalla legge che introduce l’ Assegno di Inclusione in sostituzione del Reddito di cittadinanza dal 2024 e il Supporto alla formazione e il lavoro da settembre 2023.

In attesa della piattaforma che dovrebbe comunque arrivare a breve, sarà in pratica sufficiente concludere gli adempimenti formali (e non l’effettivo inizio del corso) per avere diritto all’assegno. Con un però: la somma sarà effettivamente erogata solo quando la piattaforma e i corsi saranno davvero partiti. In ogni caso, spiegano fonti vicine a chi nell’esecutivo ha seguito da vicino l’iter, i percettori avranno diritto a ricevere gli arretrati. Lo stesso anche nel caso in cui chi perde il reddito stia già frequentando un corso di formazione-tirocinio e quindi è già preso in carico dal centro per l’impiego. Un escamotage necessario per evitare situazioni limite, per quanto l’esecutivo continui a difendere le proprie scelte, bollando come «pretestuose» le proteste di opposizioni e sindacati. 

La maggioranza governa «con l’algoritmo della cattiveria», «dichiara guerra ai più fragili» mentre «aiutano evasori e disonesti», dimostra «arroganza e mancanza di empatia»: il tenore delle parole di Partito democratico, Movimento cinque stelle e alleanza Verdi e Sinistra. Critiche che però palazzo Chigi, per bocca del sottosegretario per l’Attuazione del programma di governo, Giovanbattista Fazzolari, rispedisce al mittente ribadendo, ad esempio, che «la modifica voluta dal governo tutela i fragili. Le persone che perderanno oggi il reddito di cittadinanza, lo avrebbero perso anche con la norma dei grillini». Intanto cresce in maggioranza la fronda di chi, accodandosi all’idea lanciata da FdI, vuole istituire una commissione d’inchiesta parlamentare contro Pasquale Tridico. L’accusa nei confronti dell’ex presidente Inps è quella di non aver attivato i controlli e le verifiche sui percettori del Reddito di cittadinanza. Una fattispecie tutta da verificare che se da un lato, spiegano da via della Scrofa, è «stata avanzata senza troppe riflessioni in risposta agli attacchi dell’opposizione», dall’altra solletica e non poco gli alleati di governo. Anche Forza Italia si è infatti spinta a sostenere con forza una qualche azione. Il senatore azzurro Maurizio Gasparri ad esempio, propone una variante rispetto alla commissione parlamentare ad hoc «per evitare che si perda tempo» (l’istituzione richiede una legge e un’approvazione da parte di Camera e Senato), avallando un’indagine conoscitiva da parte delle Commissioni Lavoro di Camera o Senato. Ipotesi che al momento, anche in nome delle parole di pochi giorni fa di Sergio Mattarella rispetto alle commissioni su Covid, Emanuela Orlandi e David Rossi (le Camere che «non devono sovrapporsi ai pm»), rischiano di finire in un nulla di fatto. Per quanto si tratti di legittime iniziative parlamentari infatti, la premier Giorgia Meloni non sembra aver avallato la proposta. 


FONTE: IL MATTINO 

sabato 8 luglio 2023

Reddito di cittadinanza nuove regole


Il reddito di cittadinanza ha subito modifiche restrittive a seguito della legge di Bilancio 2023, 
così come del resto era stato preannunciato dal Governo. Più nello specifico, è stata prevista una durata massima del sussidio economico pari a 7 mesi in favore delle persone che sono in condizioni di poter lavorare. Le novità normative generano un risparmio di  spesa per il 2024 pari a 950 milioni di euro, ma di contro sono stati comunque gli stanziamenti della Legge di Bilancio 2020 previsti per i periodi successivi.

Vediamo, qui di seguito, tutto quello che c’è da sapere sull’argomento. A partire dal 1° Gennaio 2023 il Reddito di cittadinanza verrà concesso agli aventi diritto per la durata massima di 7 mesi. Fanno eccezione i nuclei familiari in cui sono presenti minori, soggetti disabili e persone con età pari o superiori a 60 anni. In quest’ultimi casi infatti il sussidio sarà erogato per 18 mesi.

Le ultime modifiche legislative riguardano soprattutto gli occupabili con età compresa fra 18 e 59 anni e per i quali sono previsti determinati obblighi. A tal riguardo è previsto che tali soggetti devono frequentare un corso di formazione e/o di riqualificazione per un periodo di 6 mesi.

Nell’ipotesi di mancata frequenza al programma che verrà assegnato il beneficiario del sussidio non avrà più diritto alla prestazione. Chi non rispetta l’obbligo di frequenza sarà censito nell’apposita lista tenuta dall’Anpal previa segnalazione da parte delle regioni.

Per i percettori del Reddito di cittadinanza che non hanno ultimato l’obbligo scolastico e rientranti nella fascia di età dai 18 ai 29 anni, l’erogazione dell’aiuto economico resta subordinata alla frequenza dei percorsi formativi di primo livello. Bisogna inoltre considerare che allo stato attuale tutti gli aventi diritto al Reddito di cittadinanza sono chiamati a svolgere progetti utili alla collettività. 

Nel momento in cui vengono stipulati contratti di lavoro stagionale o intermittente, il maggior reddito percepito, purché non superi il tetto massimo di 3.000 euro lordi, non incide sull’ammontare del Reddito di cittadinanza. Di conseguenza occorre comunicare all’INPS solo le somme eccedenti la soglia consentita.

Viene infine definitivamente abolita l’offerta di lavoro congrua. Questo vuol dire che il Reddito di cittadinanza sarà sospeso qualora il percettore non dovesse accettare la prima assunzione disponibile.

Occorre infine far presente che il disegno di legge ha anche abrogato le norme relative al patto per il lavoro e quelle che riguardano l’inclusione sociale. Viene meno pertanto l’intervento dei servizi sociali e dei Centri per l’impiego sparsi nei vari comuni finalizzato a pianificare le misure di reinserimento lavorativo e sociale. Del resto tale progetto non era mai stato effettivamente attuato.


Secondo quanto stabilito dall’articolo 1, comma 313 della Legge di Bilancio 2022, il Reddito di cittadinanza verrà riconosciuto per 7 mensilità. Il tutto nell’attesa che venga approvata un’organica disciplina riguardante il sostegno alla povertà.

I 7 mesi in ogni caso spettano soltanto per i soggetti ritenuti occupabili, perché la durata ordinaria, prevista dall’articolo 3, del D.L. 4/2019, continuerà a essere applicata per tutti quei nuclei familiari con minori, disabili ai fini Isee e persone con almeno 60 anni di età.

Il limite delle 7 mensilità non trova applicazione nel caso di percettori che, prima di questa scadenza, sono stati assunti direttamente dai servizi sociali perché non attivabili al lavoro. In queste ipotesi saranno gli stessi servizi sociali a comunicare all’INPS l’avvenuta presa in carico, così da consentire agli interessati la percezione del sussidio fino al 31 Dicembre 2023.

Come anticipato inoltre, quando vengono stipulati contratti di lavoro stagionali o intermittenti il maggior reddito che viene percepito non concorre alla determinazione del sussidio, sempre che venga rispettato il tetto massimo di 3.000 euro lordi. Gli importi eccedenti questo limite vanno comunque comunicati all’INPS come avveniva in passato.

Da segnalare poi un’interessante agevolazione per i datori di lavoro privati che assumono nel corso del 2023 i percettori del Reddito di cittadinanza con contratti a tempo indeterminato. La normativa in vigore prevede l’esonero totale dei contributi previdenziali per un anno ed entro il massimale di 8.000 euro.

Lo sgravio è alternativo all’altro tipo di esonero previsto per quelle aziende che assumono i titolari del Reddito di cittadinanza ex articolo 8 del Decreto Legge 4/2019.

Per poter accedere a questi benefici i datori sono chiamati a inoltrare la domanda di ammissione all’INPS compilando l’apposito modulo presente sul sito ufficiale dell’ente previdenziale. L’ammontare dell’incentivo verrà riconosciuto in modo automatico dopo la definizione della procedura telematica.

Per quanto concerne le procedure di accesso, l’Isee, il conteggio degli importi e il pagamento, non risultano cambiamenti da evidenziare.

La Legge di Bilancio prescrive che la quota del Reddito di cittadinanza corrispondente al canone di locazione verrà elargita direttamente ai locatori degli immobili.

In questo modo si evita non solo che il beneficiario dell’aiuto non versi la locazione periodica al proprietario dell’appartamento, ma vengono anche disincentivati i contratti in nero.

Le famiglie in affitto si vedranno pertanto decurtate in maniera automatica le somme riguardanti l’affitto, per cui avranno a disposizione un importo minore per affrontare le spese generali. La quota del Reddito di cittadinanza prevista per il contratto di locazione, per un massimo di 3.360 euro annui, verrà quindi accreditata al locatore con modalità demandate ad apposito Decreto ministeriale.

Il Reddito di cittadinanza, introdotto dal D.L. 4/2019,ha costituito la misura primaria di politica attiva in tema di lavoro. La Legge 197 del 2022 ha però introdotto tutta una serie di novità e stabilito la definitiva abolizione del sussidio a partire dal 1° Gennaio 2024. La cessazione del Reddito riguarderà tutti i beneficiari, ma le famiglie che versano in forti difficoltà economiche potranno comunque contare su altre tipologie di sostegni.

A tal proposito il Decreto Lavoro 48/2023 prevede una misura simile al Reddito di Cittadinanza e denominata Assegno di Inclusione. Questo sussidio verrà riconosciuto soltanto alle famiglie in cui sono presenti minori, over 60 e soggetti disabili. Restano fermi gli obblighi di lavoro e formazione per gli occupabili e l’erogazione di un sussidio economico variabile tenuto conto delle condizioni familiari.


A partire dal 1° settembre 2023 partirà un’altra interessante novità, ovvero il Supporto per la formazione e il lavoro che interessa i cittadini con un’età compresa fra 18 e 59 anni, facenti parte di nuclei familiari differenti da quelli sopra indicati e con ISEE non superiore a 6.000 euro lordi all’anno.

Questa misura di attivazione al lavoro prevede che gli interessati prendano parte ai vari progetti di formazione e qualificazione ai fini professionali. Tali corsi mirano inoltre all’orientamento e all’accompagnamento al lavoro, infatti includono il servizio civile universale e le occupazioni socialmente utili. Si prevede un importo fisso pari a 350 euro al mese per un anno al massimo.

Per poter accedere alle due misure occorre effettuare una richiesta in modalità telematica in cui si attesta l’immediata disponibilità al lavoro e la sottoscrizione del relativo patto. Si precisa che l’Assegno di inclusione e il Supporto formazione lavoro sono misure alternative non suscettibili di cumulo.

Alla luce di quanto spiegato nel corso del 2023 il Reddito di cittadinanza verrà comunque concesso, sebbene con molte limitazioni, prima fra tutte la durata. Il beneficio infatti resta attivo per 7 mesi e per 18 solo in caso di nuclei familiari con minori, persone disabili e di età pari o superiore a 60.

Le più importanti novità legislative interessano l’iscrizione a corsi di formazione o istruzione dei beneficiari, nonché la decadenza del diritto a percepire l’aiuto in caso di rifiuto della prima offerta di lavoro.

Al fine di agevolare l’assunzione dei soggetti che percepiscono il Reddito di cittadinanza è stato stabilito lo sgravio totale dei contributi, entro la soglia massima di 8.00 euro, per i contratti a tempo indeterminato.

La quota del sussidio corrispondente al canone annuo di affitto verrà pagata direttamente al locatore dell’immobile. L’ammontare previsto è pari a 280 euro. Questo vuol dire che in un anno la somma totale può arrivare a 3.360 euro. La cifra non sarà più accreditata sulla card del percettore ma spetta al locatario, così da evitare ritardi nei pagamenti.

Tutto ciò comporta una riduzione per il percettore. In precedenza infatti alla cifra base del sussidio si aggiungeva comunque la ricarica della somma B anche per coloro che non erano in affitto. Oggi le cose stanno diversamente e per continuare a percepire il Reddito di cittadinanza occorre procedere con il rinnovo dell’Isee familiare entro la fine del mese di gennaio.


Allo stato attuale stiamo attraversando il regime transitorio che segna il definitivo passaggio dal Reddito di cittadinanza alle due misure alternative e non cumulabili fra loro, ovvero l’Assegno inclusione e il Supporto Formazione e lavoro.

La Legge di Bilancio già a far data dal 1° Settembre 2023 ha previsto la cessazione del sussidio per alcune famiglie. I nuclei che infatti vengono considerati bisognosi sono quelli con componenti minori, disabili, over 60 e con ISEE fino a 9.360 euro all’anno. Il beneficio viene inoltre riconosciuto ai soggetti occupabili con Isee fino a 6.000 euro e con un’età compresa fra 18 e 59 anni.

Nel primo caso l’erogazione del supporto verrà interrotta dal 1° gennaio 2024, data in cui sarà possibile presentare la domanda per ricevere l’Assegno inclusione. Nella seconda ipotesi, invece, il reddito cessa nel mese di agosto 2023, salvo che gli interessati non siano già stati presi in carico dai Servizi Sociali. Stavolta occorre richiedere il Supporto di formazione e lavoro che prevede una durata massima pari a 12 mesi.